Mamofrizzi

A glance in Abu Dhabi

Pubblicato da: mamofrizzi su: 8 Giugno 2009

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Dopo 7 ore di volo con una compagnia aerea che dà un assaggio già a bordo dell’ospitalità ed il lusso del posto (Qatar airways o Emirates), eccoci ad Abu Dhabi. Fuori ci sono 40 gradi all’ombra, con un tasso di umidità che non lascia speranza ad una maglietta non pezzata. Sembra tutto “normale”, palme ovunque, un sole che toglie il respiro, macchine lussose e rigorosamente bianche che aspettano qualche personalità, ragazzi gentilissimi che per una manciata di dollari raccolgono le tue valigie e le portano ovunque tu voglia ed un fortissimo profumo, non saprei descriverlo, forse quel profumo che i malati d’Africa chiamano il profumo del deserto, quello che, come entra nelle tue narici, non puoi più dimenticare ed ogni volta che lo risenti inizia un brivido che parte dalla schiena ed entra nella testa, contaminando i tuoi pensieri e dantoti una sensazione di libertà.

Prendiamo un taxi ed entriamo in questi stati, che tutti assieme creano le più folli leggende, nello sfarzo, nel lusso e continuiamo in questa cultura così conservatrice che si trova a stridere nella sua stessa velocità di pensiero. Gli Emirati Arabi Uniti. La cui capitale è Abu Dhabi e la sua sorellina più piccola è l’incredibile Dubai.

Sicuramente, se consideriamo l’aspetto architettonico della creatività di questo paese, tutti sappiamo che non ha pari, quindi, proviamo a considerare altre sfaccettature della creatività stessa, che spesso e volentieri non vengono considerate così importanti in un paese così conservatore a livello culturare.

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Correndo qua e la fra le pagine del web sono imbattuto in Kris Belarite, il quale non ha un suo sito ufficiale, però cercando fra un social network e un concorso di grafica ho trovato i suoi lavori, molto belli. Il suo stile grafico è sicuramente tecno però contaminato da elementi naturali ed a tratti da corpi femminili, ricreati facendo “scivolare” delle gocce di inchiostro nella maglia, ovviamente attraverso il nostro fedele amico illustrator.  Kris Belaire, non si limita a creare grafiche per magliette, come tutti i designer in generale, oggi  lavora a 360 gradi, comprendendo nei propri lavori ingaggi freelance, art direction e comunicazione integrata per eventi di ogni tipo.

 

Un’altra ragazza che ha attirato la mia attenzione si fa chiamare Lady-Design, forse per la loro abitudine culturale di annebbiare l’identità, oppure semplicemente come nome d’arte. Sta di fatto che le sue foto mi hanno colpito molto. Non tanto per i concept dei suoi shooting, quello che mi ha affascinato, infatti, è la capacità di esprimere la sua creatività sorpassando le barriere legate all’identità sessuale. Si sa bene che le donne negli Emirati hanno ancora alcuni limiti (anche se non più troppi fortunatamente), Lady Design, invece, lavora e si esprime attraverso la macchina fotografica, rappresentando abiti in location spesso note come scuole, cantieri, autobus con uno stile che cita spesso e volentieri il nostro più vicino Steven Meisel, anche se è sempre dura raggiungere “il maestro”.

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Dopo un grafico ed una fotografa è giusto parlare di una fashion designer. Beh, spulciando bene tra le immagini della settimana della moda di Dubai, l’unica che ha catturato la mia attenzione è stata Nausheen Akther, una giovane designer della quale non si trova praticamente nulla nel web (sembra vogliano conservare i loro talenti, oppure sbaglio io a ricercare!), comunque ho notato che per alcuni aspetti era la più stravagante (e questo non vuol dire che sia sublime quello che fa), ed a tratti ha considerato dei capi fondamentali nell’abbigliamento islamico, reinterpretandoli, dandogli una nuova identità. Come il caso della Kefia che da entità religiosa indossabile è diventata una giacca (non riesco a prendere la foto in questione).

 

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Uno finestra nella moda araba è sicuramente Alef Magazine, un trimestrale con sede nell’emirato di Dubai, che si propone di condividere la bellezza di questo paese, l’arte, il design e la moda che spesso e volentieri non viene considerata, con il resto del mondo. Infatti, è possibile trovare questa rivista in buona parte degli stati europei, negli Stati Uniti e in qualche stato dell’estremo oriente, dandoci così un assaggio della loro visione di questo mondo così ovattato ed apparentemente irraggiungibile.

Concludento posso solo consigliare di andare a visitare questo paese, lasciando a casa tutti i pregiudizi, ed andando a scoprire un popolo pieno di risorse, disponibilità e gentilezza, una cultura del cibo che solo in pochi stati, come il nostro, è possibile trovare, ed un attaccamento alle tradizione fortissimo, nonostante al di fuori tutto stia correndo alla velocità della luce.

Ringraziamenti: Aicko, un aiuto facebookiano; Chiara, sostegno morale; Shani Elgebrecht, link mai arrivati.. ma non importa; Carloalberto, uno xanax di 198 cm; il mio pc che non è morto.

www.splashfashions.com; www.saouli.eu; www.dfw.ae; www.behance.net; www.lady-design.com; www.alefmag.com; www.trenddelacreme.com; www.sartorialist.com;

Giulio Casagrande

3 Risposte a "A glance in Abu Dhabi"

Il post è buono, anche se con qualche errore e con una cesura troppo forte tra la parte in cui descrivi un viaggio reale (o realistico) e la parte in cui invece descrivi la tua ricerca virtuale.
Se la scena fashion degli Emirati Arabi Uniti non ti è piaciuta perché non lo dici più apertamente e lo argomenti ?
E poi ci avevi promesso l’Africa ;)
Quello che invece ti consiglio , anche in futuro, è di evitare di parlare di cose (oggetti, artisti, designers ecc) che non hanno un link se proprio non è assolutamente necessario!

Si hai ragione. Non volevo essere troppo cattivo… perchè quello sono sicuro mi riesca bene. Comunque L’Africa l’ho dovuta mollare, aspettavo alcune foto ed alcuni materiali per la ricerca da una mia amica che si è persa probabilmente. ho ripiegato su UES. Lo sistemo nei prossimi giorni bene bene

***(*)
Molto bella l’introduzione poi il post si perde, lo stile cade di tono e diventa una lista, un po’ noiosa, di nomi e brands.

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  • Carlotta: Ciao a tutti! Innanzitutto, complimenti per l'iniziativa e per l'entusiasmo che emanate. Io sono di Roma e mi sono appena laureata in Moda e Costu
  • sabrina: articolo bellissimo...grande ruben!! !
  • Greta: ciao a tutti! leggendo il percorso di coloro che fanno parte della redazione ho notato che molti frequentano o hanno frequentato il corso in culture e

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